Vino e salute

18 ottobre 2013

Gentili lettori,

in questo numero vorrei comunicare l’importanza di alcuni tra i più importanti effetti benefici del vino e in primis ci tengo ad informarvi di come è nata la nostra “dieta mediterranea” e del “paradosso francese”.

Il più famoso dietologo ed epidemiologo statunitense in fatto di aterosclerosi, A. Keys, venne in Italia verso la fine degli anni settanta per studiare il nostro modo di mangiare e bere, cercando di capire perché la vita media degli italiani è più lunga di quella degli statunitensi. Rimase per quasi vent’anni e scoprì quella che in tutto il mondo è nota e conosciuta come “dieta mediterranea”!

Egli reclamizzò e diffuse negli Stati Uniti le nostre abitudini alimentari, tanto che i cardiologi statunitensi consigliano ai loro pazienti: minestra con condimenti magri, legumi, verdure, olio d’oliva, due volte la settimana una bistecca e due bicchieri di vino al giorno.

Conclude Keys e sostengono i cardiologi statunitensi,ecco un modo piacevole e sicuro per prevenire le malattie coronariche.

Gran parte della popolazione negli Stati Uniti ha seguito questi consigli e in pochi anni la mortalità per infarto è diminuita in modo netto, significativo, fatto cui la stampa statunitense ha dato grande risalto.

Ormai oggi in molti sanno che consumare dosi moderate di vino durante i pasti, svolge un’azione protettiva sul cuore e contribuisce a prevenire le malattie cardiocircolatorie.

Quando nel 1991, durante il programma televisivo “Sixty Minutes”, negli Stati Uniti vennero diffuse queste notizie, gli scaffali dei supermercati furono letteralmente svuotati delle loro scorte di vino e occorsero alcuni giorni per ripristinare la situazione originaria.

In pratica che cosa fu detto durante il programma televisivo?

«I francesi consumano cibi grassi, burro (che contiene elevate quantità di acidi saturi, considerati poco salutari), molto formaggio (che secondo la maggior parte dei medici fa aumentare il colesterolo) e fumano molto; in sostanza i francesi seguono una dieta considerata non sana, anzi una dieta che favorisce le cardiopatie e l’infarto, eppure in Francia, come negli altri Paesi ove la dieta è simile, ma contiene sempre modeste dosi di vino ai pasti, si constata un basso numero di cardiopatie».

Questi dati sono in particolare l’esito degli studi di S. Renaud (epidemiologo dell’Università di Tolosa) e di Curt Ellison (capo Dipartimento di Medicina Preventiva ed Epidemiologica dell’Università di Boston), che li ha definiti il “paradosso francese”.

Ellison, inoltre, sostiene che «l’uso moderato di vino (come è stato scientificamente provato) in un soggetto sano potrebbe ridurre di oltre il 25% il rischio di cardiopatie e, comunque, negli Stati Uniti, i bevitori moderati vivono più a lungo degli astemi».

Ma il potere curativo del vino si allarga a ventaglio su molte altre patologie.

Il vino svolge un ruolo importante sia nel favorire l’eliminazione delle urine sia nel mantenerle relativamente povere di scorie azotate. Il più indicato, a questo fine, è quello bianco secco: già Ippocrate lo prescriveva ai soggetti affetti da idropisia (cioè ritenzione di liquidi).

La preferenza accreditata ai vini bianchi è da attribuire al loro elevato contenuto di potassio, più o meno abbondante a seconda della natura del terreno; per esempio le uve coltivate in zone vulcaniche sono sensibilmente più ricche in questo elemento minerale, che poi si trova nel vino.

Da quando i  medici si sono interessati al vin brûlé (vino riscaldato fino a ebollizione con l’aggiunta di ingredienti vari) è stata presa in considerazione anche l’azione antivirale dei tannini del vino, dimostrata mettendo a contatto il virus della poliomielite con il vino rosso; dopo 4 ore il virus era completamente inattivato.

Inoltre i luecoantociani dei vini bianchi esercitano un’azione antibiotica. Nel campo alimentare accompagnare con vino bianco le ostriche ha lo scopo di protezione batterica.

Il prof. re G. Calabrese, docente di Dietetica all’università Cattolica, su “L’Enologo”, 1997, sostiene che “il vino, anche grazie all’alcol etilico, e non solo a questo, permette al nostro cervello di creare sostanze oppioidi naturali, endogene, come la serotonina (definita ormone del buon umore), per effetto delle quali si ha un’azione ansiolitica, che cioè riduce l’ansia. In pratica l’alcol reagisce con le sostanze oppioidi endogene mitigando l’ansia e aiutando il cervello ad avere un umore più positivo.

Gli enoliti, cioè i vini curativi, sono in uso fin dall’antichità e tuttora le farmacopee di ogni Paese comprendono queste bevande costituite essenzialmente da vino aromatizzato con varie erbe e sostanze vegetali.

Infatti in una farmacia a Verona è posta la scritta “Curarsi con gli enoliti”: il farmacista ascolta il paziente e gli consiglia il vino curativo più adatto.

Di seguito riporto alcune ricette di enoliti sempre attuali.

Per la cellulite vino di marrubio. Ingredienti: 50g. di pianta di marrubio (senza radice), 1 litro di vino bianco, far macerare il marrubio nel vino per 10 giorni. Trascorso il tempo indicato filtrare. Dosi: 3 bicchierini prima dei pasti.

Per l’emicrania vino di genziana. Ingredienti: 30g. di radice di genziana, 20g. di fiori di cannella, 10g. di scorza d’arancia amara, 1 litro di vino Marsala. Far macerare le parti vegetali nel vino per 6 giorni agitando una volta al giorno, poi filtrare. Dosi: 1 bicchierino dopo i pasti principali.

Per le infiammazioni bronchiali vino di eucalipto. Ingredienti: 1 litro di vino Marsala, 200g. di foglie di eucalipto, mescolare il tutto, lasciar riposare per 8 giorni. Trascorso il tempo indicato, filtrare. Dosi: 1 bicchierino 3 volte al giorno.

Per l’insonnia vino di camomilla. Ingredienti: 60g. di fiori di camomilla, 1 litro di vino bianco, far macerare la camomilla nel vino per 7 giorni, poi filtrare. Dosi: 2 bicchieri al giorno (uno prima del riposo notturno).

Esistono altre ricette come per l’aterosclerosi, la senescenza, la stitichezza, per la tosse e il catarro bronchiale ma che tralascio in questa occasione per ovvi motivi.

Esistono anche ricette per la bellezza del corpo che sfruttano le numerose sostanze che contiene l’uva come le vitamine (A, B1, B2 , PP e C), i fitormoni, i sali minerali, la pectina, gli zuccheri, i tannini ma soprattutto i polifenoli.

Di enorme piacere sarà per me parlarne con chi ne è interessato.

Il vino di questo mese è il Bombino bianco.

Brillante con note color paglia, già odorandolo comunica freschezza e fragranza; poi, al gusto, si rivela netto, pulito, senza sbavature e piuttosto delicato. Il vino giusto da servire con insalata di pesce, teglia di riso e patate e cozze, risotti e formaggi giovani.

E’ uno dei bianchi pugliesi della provincia di Bari, prodotto nei circondari di Castel del Monte. Un vino da bere giovane i cui sentori si apprezzano al meglio entro un paio d’anni dalla vendemmia.